25/01/10

Il terremoto ad Haiti

di Gianluca Parisi

A causa della povertà e dell'isolamento del Paese e in seguito a gravi danni alle infrastrutture di comunicazione, non è possibile definire con certezza il numero di vittime del sisma. Le prime fonti indicavano genericamente "migliaia di vittime"; successivamente Jean Max Bellerive, premier haitiano, ha annunciato che il numero di vittime sarebbe arrivato a 100.000 (ma la maggior parte delle stime indica una cifra di circa 50.000). L'ONU ha dichiarato che il terremoto ha colpito, direttamente o indirettamente, un terzo della popolazione nazionale. Tra i morti risultano anche Hédi Annabi, tunisino a capo della missione ONU di peacekeeping e stabilizzazione, l'attivista brasiliana Zilda Arns e l'arcivescovo di Port au Prince, Joseph Serge Miot. La comunità internazionale si è mobilitata anche con il G20, promettendo aiuti immediati. La Croce rossa internazionale e molte onlus di tutto il mondo cercano di soccorrere feriti e terremotati. Si è scavato anche con le mani per rimuovere le macerie, nei casi migliori con l'assistenza di cani alla ricerca delle persone intrappolate sotto gli edifici crollati. Secondo la Croce Rossa tre milioni di persone su una popolazione di poco più di nove non hanno più un'abitazione o sono rimaste ferite. I maggiori uomini politici del Paese hanno diramato un primo calcolo dei morti totali, che si stima possono essere centinaia di migliaia (fino a 500.000 o un milione); sino al 24 gennaio i morti sono stati almeno 150.000. L' incertezza di queste previsioni è data dal fatto che la popolazione, vivendo nella maggioranza dei casi in povertà economica, non ha mezzi per soccorrere ed effettuare ricerche, se non a mani nude, nonostante la mobilitazione di molti altri Paesi che stanno fornendo gli aiuti provvisori e fondamentali per la momentanea condizione degli sfollati.

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